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Le recensioni

Fra i siparietti si è affacciato però, già inquietante nel suo senso notturno, proprio d'ascendenza brahmsiana, il Berg dei sette "fruhe Lieder", intonati dal giovane soprano Patrizia Greco con la collaborazione del pianista Fabrizio Del Bianco.Lo stesso duo ha il merito di aver riproposto due rare pagine di Joseph Marx, compositore austriaco e didatta di alto magistero, la cui densità d'ispirazione lirica non occulta l'influenza coeva di Richard Strauss, e soprattutto quella, oggi in parte recuperata, di Franz Schreker.Veniva forse da quest'ultimo, con cinque Lieder di intensa fragranza,[...] la sorpresa più vistosa della serata. Patrizia Greco proprio nelle inflessioni delicate, nelle mezzetinte più sospese e raccolte (e quindi in Schrecker meglio che in Berg) risolve con intelligenza persuasiva i problemi interpretativi, sempre "scavati" con ammirevole senso musicale dal pianismo di Del Bianco.Gianni Gori giovedì 19 maggio 1988

L'emozione più forte è venuta però dall'ascolto dei "Chants de Terre et de Ciel" (1939) per soprano e pianoforte, opera giovanile che porta già in sé il gusto per una certa concezione cosmica del comporre musicale, al di fuori della tonalità, più modale che seriale, con evocazioni magiche nate dall'elaborazione di ritmiche greche e orientali, fuse in una concezione della natura tendente al panteistico.L'esecuzione proposta dal soprano Patrizia Greco, voce tersa ed espressiva, ha trovato nel pianista Fabrizio Del Bianco corrispondenze coinvolgenti e precise, preziosa base per i magici voli della voce.Fedra Florit martedì 1 marzo 1988

Salivano quindi sul palco i protagonisti del concerto vero e proprio, cioè il soprano Patrizia Greco e il pianista Fabrizio Del Bianco, alle prese con una antologia di liriche francesi musicate da Debussy, Satie e Poulenc. Dall'intesa nel portamento delle frasi e nelle corrispondenze dinamiche emergeva subito l'affiatamento del "duo" che sapeva convincere usando abilmente la dimensione cameristica della voce femminile (deliziosa nei momenti d'intimo raccoglimento oppure in alcuni ironici sberleffi) accoppiata al bel tocco del partner, sensibile alla sollecitazioni del testo.Sergio Cimarosti domenica 20 dicembre 1987

Il soprano Patrizia Greco e il pianista Fabrizio Del Bianco sono stati i protagonisti di un riuscito appuntamento con la letteratura vocale da camera, organizzato dall'associazione Clara Schumann,...Il duo ha esordito con una scelta di Canti di Hugo Wolf,...Patrizia Greco ha interpretato questa pagine con una resa costante, attenta ai valori testuali, efficace e sensibile nel dar loro una valenza musicale. La vocalità del soprano ha convinto anche per l'ottima impostazione sul piano tecnico. Di rilievo soprattutto l'agilità nei passaggi di registro e l'equilibrio nella tessitura, con piacevoli esiti in tutta l'estensione, dall'acuto al grave. A suggellare la prima parte, ancora Lieder da Maedchenblumen op. 22 di Richard Strauss... La Greco ha colto bene il carattere sognante di questi pezzi, suggestivi nel loro candore, assecondata brillantemente al pianoforte da Fabrizio Del Bianco, che ha esaltato, con il suo bel tocco pianistico e con una puntuale aderenza stilistica, le risonanze espressive del canto.All'insegna di Mozart si è aperta la seconda parte...Patrizia Greco e Fabrizio Del Bianco hanno concluso la loro serata all'insegna di Rossini con una lettura intensa e piacevole di tre Ariette dialettali, da La regata veneziana.Renato della Torre Domenica 2 febbraio 1992

Mercoledì, 26 dicembre si è svolto nella sala del Ridotto al Teatro Verdi il primo concerto natalizio del ciclo organizzato dal Comune di Trieste con la collaborazione del CCA. Vi parteciparono tre giovani musicisti triestini: il direttore Adriano Martinolli, la sopranista Patrizia Greco e la pianista Federica Repini [....]Il Recitativo, Aria e Cavatina "Ah, lo previdi" per soprano e orchestra K.272 di Mozart fu il primo pezzo in programma [....]La solista eseguì le diverse idee musicali con drammaticità e utilizzò con maestria l'intera gradazione dinamica nei diversi registri della voce [...]Marko Ozbic trad. da Primorski Dnevnik di venerdì 4 gennaio 1991

Il genere liederistico gode in Italia, nonostante alcune recenti e coraggiose iniziative, di un favore tuttora alquanto limitato ed essenzialmente elitario [....]Perciò è con grande piacere cha vanno salutate le troppo rare serate liederistiche, come quella, assai riuscita, del duo Greco - Del Bianco, organizzata al Goethe Institut dalla sezione triestina di Amnesty International [.....]Assai interessante il programma che, aperto da tre dei più noti Lieder di Schubert, era incentrato sulla produzione tra tardo Ottocento e Novecento. La fresca vocalità di Patrizia Greco è emersa soprattutto nelle ampie arcate melodiche di Strauss, spesso con accenti di appassionata partecipazione. Bella la scelta dell'Italienische Liederbuch di Wolf, con la sua carica di scabra, quasi espressionistica essenzialità, dove la tornita declamazione del soprano ha dialogato al meglio con una scrittura pianistica plastica e densa, ottimamente resa da Fabrizio Del Bianco. Curioso inserimento degli accattivanti e sbarazzini Rispetti di Wolf - Ferrari, interpretati con azzeccata e arguta ironia. Co. M. lunedì 18 novembre 1985









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