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Le recensioni/Didattica

Festa di Carnevale e voci "in maschera" per gli allievi di canto della Scuola "P. Edo" di Pordenone... a Palazzo Montereale Mantica, la classe di canto di Patrizia Greco, recente istituzione della Scuola pordenonese, ha proposto un simpaticissimo concerto di brani operistici allestito con scene e costumi da Barbara Bernardi (che è l'insegnante di Arte Scenica)...Innanzitutto un modo intelligente ed efficace di presentare la consueta sfilza di arie, duetti, eccetera, che in genere, non vanno al di là dello sfoggio vocale (se la voce c'è...) e poi l'opportunità di coinvolgere esecutori e pubblico nella trama dell'opera... è fondamentale che il cantante sviluppi gli aspetti interpretativi musicali parallelamente a quelli scenici-gestuali fin dai primi anni di studio e si impegni a sperimentare in concerto le proprie possibilità artistiche (ed è la scuola che deve dare queste possibilità per evitare inutili e deludenti bruciature pseudo-professionali); e ancora, è estremamente stimolante dare la possibilità all'allievo di esibirsi al fianco dell'insegnante, come Patrizia Greco ha voluto fare in questo concerto...Eddi De Nadai mercoledì, 22 febbraio 1995

Una "festa delle religioni" è stato il pretesto per incontrarsi domenica pomeriggio, a Duino, assieme a coloro che recentemente hanno partecipato al Laboratorio lirico e Vocale da Camera di Monfalcone. La preparazione professionale delle voci e dei pianisti, rispondendo alle intenzioni del Laboratorio, si sono dimostrate all'altezza d'un concerto pubblico, pur con le inevitabili differenze e distanze dovute a temperamento, qualità vocale e impostazione. La voce tenorile di Marco Lagni, con due brevi arie di Bach, ha esibito un timbro brunito e caldo... Ottimo il colore e l'impostazione del baritono Leggiadri-Gallani e buona la resa artistica del soprano Cristina Allegra. Ottima, invece, la lettura drammatica, dalle timbriche furiosamente espressive, dei due celebri Lieder schubertiani presentati dal soprano liliana Moro, che ha rivelato un notevole spessore umano ed interpretativo. Spessore che ha poi trovato conferma anche nel mezzosoprano Elena Boscarol che ha esibito una profonda vena teatrale nella lettura del Rossini della "Petite messe solemnelle" data. Il duo con Liliana Moro ha subito dopo sortito esiti davvero rimarchevoli. Conclusasi con un movimento dallo "Stabat Mater" di Dvoràk, il concerto ha avuto calorosi consensi di pubblico che ha elargito applausi anche ai pianisti accompagnatori: Adriana Bulzis, Elisabetta Faggian ed il direttore del Laboratorio Fabrizioi Del Bianco. Ma il pregio della manifestazione sta nel fatto che ha contribuito a prendere contatto con una realtà sommersa, ma d'ottima lega, che meriterebbe d'emergere.Pierpaolo Zurlo martedì, 26 novembre 1996

Il "Matrimonio Segreto", melodramma giocoso in due atti composto da Domenico Cimarosa...è stato rappresentato con successo all'orto lapidario del museo archeologico nazionale di Aquileia, gremito di pubblico, in occasione dell'inserimento dell'antica metropoli nel patrimonio mondiale Unesco...La serata si è svolta sotto la direzione musicale attenta del maestro Fabrizio Del Bianco e la preziosa regia - condotta con gusto e intelligenza tetrale - di Mario Brandolin (assistente Alessandra Nardon)... L'opera è stata data senza l'originale apporto timbrico dell'orchestra,.... ma la scelta, obbligata dalle risorse finanziarie a disposizione, rientrava nelle consuetudini didattiche della scuola di bel canto e dei suoi costumi, in quanto la rappresentazione voleva essere - e lo è stata - un laboratorio artigianale vocale che ha fatto calcare il palco ai giovani ed entusiasti partecipanti alla masterclass sull'opera buffa del Settecento tenuta dal soprano Patrizia Greco e daFabrizio Del Bianco. L'orchestra è stata sostituita dal pianoforte generoso e instancabile di Tamara Raseni, che per due interi atti ha sostenuto un ruolo di tutto impegno qual è quello orchestrale con attenzione al fraseggio, al ritmo e all'agogica.A ricreare un clima antico nell'accompagnare i recitativi "secchi" realizzando elegantemente il basso continuo è stata Simone Macrì al virginale....il ruolo di basso comico si è rivelato ben adatto a Marco Fontanot...La parte della zia Fidalma, mezzosoprano, è stata invece svolta con bravura, in alternanza, da Maria Chiara Carpenetti e Paola Lazzarini, preparate e promettenti. Così anche Cristina Allegra ed Elisa Ulian, entrambe d'eccellente vocalità e spiccata personalità...Ottima interprete di Carolina è stata il soprano Moica Milic, vocalmente e scenicamente adatta alla parte, in cui si è sempre calata con spirito e tecnica confacente.Il basso Damian Locatelli ha messo in luce talento e doti professionali nel piegare voce e aspetto alle istanze espressive nel ruolo del conte Robinson. Un Paolino generoso e sensibile in una parte che tocca vertici di bellezza melica nell'aria "Pria che spunti" resa con gradevole compartecipazione. Renato della Torre martedì, 28 settembre 1999

L'idea di accogliere una produzione laboratoriale de "Il Matrimonio segreto" di Cimarosa nello spazio del Museo di Aquileia non solo funziona ma ricorda certe atmosfere scaturite dalle stampe di Piranesi. Così il Laboratorio lirico dell'Accademia Friuli Venezia Giulia di Staranzano, con la complicità delle istituzioni del comune ha messo in scena la vivace opera. Un fondale a cavallo fra suggestioni cinquecentesche e lavoro interrotto di architetto, realizzato da Adriano Gon, quattro sedie come punti di riferimento scenico - coreografico, le luci efficaci di Claudio Schmid, la regia puntuale e didascalica di Mario Brandolin hanno carpito l'attenzione del folto pubblico convenuto. "Ho voluto praticare l'ABC della regia, affinché gli allievi del laboratorio imparino i fondamenti dell'azione scenica" ci ha detto il regista in breve colloquio. E, infatti, nonostante l'esuberanza degli allievi interpreti si è colta la natura del progetto:"Abbiamo cercato di portare ad omogeneità il livello dei giovani cantanti" ha puntualizzato Fabrizio Del Bianco che, con Patrizia Greco dirige il Laboratorio. Così, con la parte orchestrale "sintetizzata" dal pianoforte di Tamara Raseni e i recitativi sostenuti, al virginale, da Macrì Simone, i giovani allievi hanno dato prova del lavoro svolto in mesi di impegno. Dal basso buffo Geronimo/Marco Fontanot alla Lisetta dei soprano Cristina Allegra ed Elisa Ulian, dalla efficace Carolina di Mjza Milic alla convincente Fidalma dei mezzosoprano Maria Chiara Carpenetti e Paola Lazzarini

all'effervescente Conte Robinson/Damian Locatelli al trascinante tenore Paolino/Alessandro Rizzi l'opera, pur nel suo essere "soggetto didattico" ha guadagnato progressiva godibilità ottenendo un vivo successo di pubblico dimostrando la vitalità di questa "scuola di canto" della nostra regione.Marco Maria Tosolini lunedì, 27 settembre 1999









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